IL CIRCO D'ABRUZZO RIPARTE EDIZIONE 2010

ECCO IL NUOVO CALENDARIO E...LE NOVITÀ PER QUEST'ANNO.

Un giorno un clown strambo incontra un festival di strada, Francesco Fabio e tutti gli altri. Il sindaco si appassiona, una cucina si trova, gli abitanti danno una mano e senza sovvenzioni, grazie all'entusiasmo generale nasce un progetto umano e creativo: una scuola di vita e d'arte;

L'Abruzzo è bello e il mondo dei clown anche e… ti aspettano a Villa Scontrone.

" L'uomo è andato dappertutto alla ricerca del il Grande Sogno.
Sulle montagne dell'Annapurna, in fondo ad un mare di guai, alle poste, sulla luna, infine a cena dai suoceri.
Ma dopo questa grande agitazione rimane sempre frustrato la domenica sera con le pantofole in mano e una domanda sulle labbra: come oltrepassare il confine dell'essere, rendere raggiante ogni istante?
That is the question.
Non è questo il senso forse dell'arte, la vera ricerca dei clown?
Lasciamo quindi i grandi viaggiatori sconfortati, Lindberg, Gilghamesh, Colombo, a masticare pop-corn, davanti a un programma tivù super schifezz, e approfittiamo dell'estate per rilanciare i dadi.
Buttiamoci nella grande avventura: sulle ali del clown.
Perché Il Viaggio è altrove, elementare caro Watson.
Non chiede, scarponi, mappe, schiavi o pirati. Niente vessilli o mulini a vento.
L'avventura si gioca alla perpendicolare di se stessi, come un tuffo silenzioso e interiore, nell'irrimediabile presenza.
Essere.
Tutto sarà scoperto in un attimo. In un gesto - da clown e con delicatezza.
Perdersi, sentirsi ridicolo, stupido; girare nella lavatrice dei propri dubbi e uscirne intatto, ritrovarsi, vivo, folle, leggero e vuoto di pensiero !
Il paesaggio ad un tratto cambia.
Ciò che era temuto ad un tratto fa ridere.
Stupidità e poesie si mischiano, delicatezza e filosofia. Arte e infantilismo creano degli arabeschi comici.
Fare il clown, ovvero perdere ogni personaggio (pure il proprio clown) per ritrovare l'umana presenza e la sua formidabile tranquillità.
Ma allora si può vivere senza barriere! (quelle interne sono le più pericolose e vanno smontate grazie allo scherzo). Viver dunque senza argini, appigli, giudizi o scudi. Sì.

L'attore viaggia a braccia aperte, "no limits", senza niente, attraversando questa terra sconosciuta e così vivente: se stesso;
Là ride la presenza del clown come una… presenza presente a se stessa (addomesticando le proprie paure, le agitazioni notturne, il vano discorso mentale.
Qualcosa si placa. Nasce un silenzio.
L'attore interdetto, vede, tramite lo sguardo del pubblico le sue incertezze per ciò che sono: certezze assurde, tirannia di un pensiero ottuso e famelico).
Fiorisce nei gesti dell'uomo-clown riconciliato con se stesso un altro sole.
Vive ma non pretende niente della vita.
L'ansia del grande fare è scomparso. Nasce un gesto come un piccolo (e ridicolo) canto che… fa ridere.
È semplice essenziale. Clown.

Sopra un albero un gatto blu fuma il sigaro, il clown ha le mani piene di stelle, la vita pare cosi beffarda, comica, sensuale e gentile".

Emmanuel

SEMINARI ATTIVI PER L'ESTATE 2010

" VITA DA CLOWN" a Roma
SEMINARIO DAL 15 AL 20 LUGLIO
Seminario intensivo di 8 ore al giorno con la conclusione di uno spettacolo.
Luogo: Roma presso i bellissimi locali della scuola internazionale di teatro - Metro Circo Massimo. il seminario dura 5 giorni, 8 ore al giorno. Il tema principale è lo studio del clown teatrale.
Il costo è di 300 euro.

"SULLE ALI DEL CLOWN" in Abruzzo
DAL 10 AL 20 AGOSTO"
durante il festival di Villa Scontrone: "No Limits Clown"
6 ore di lezione al giorno e presentazione di un lavoro conclusivo durante il festival di Villa Scontrone;
interventi di strada nella cittadella vicina (Castel di Sangro).

COSTO: 600 euro più vitto (grosso modo 20 euro al giorno).
Più costo della camera per chi lo desidera (il prezzo anche qui è relativo).
Per tutti i corsi la quota si paga all'inizio del primo giorno.
In caso d'abbandono non è rimborsata la quota.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI VISITA IL SITO DEL CIRCO D'ABRUZZO:
www.circodabruzzo.com



PROGRAMMA DI STUDIO:
"Ho sempre amato i clown ed ogni anno che li insegno (ormai sono passati secoli e parecchie settimane) mi entusiasmano sempre. Certo, se pensate ai clown tipo Macdonald con il naso rosso, l'hamburger in bocca e il sorriso a forma di dollaro, avete sbagliato strada. Parlavo della poetica del clown, perso nell'immensità della pista.
Il lavoro sul clown è lo studio dell'anima umana. Il ritorno alla luce. Ecco perché questo studio è cosi affascinante e paradossalmente impossibile. Non s'insegna al sole l'arte di brillare, lo si guarda e basta così come si può ammirare l'anima umana ridere e danzare la danza del clown.
Ciò che si può fare invece, è togliere la foschìa, le nuvole che impediscono di vedere il sole. I nostri atteggiamenti quotidiani ricoprono fino a soffocare lo stupore, la meraviglia… Il clown é il ritorno all'origine, al meravigliarsi. Basta togliere la tappezzerie vecchie delle nostre certezze. Appare allora la fragilità, l'essere perso. Ciò che è pericoloso nella vita, diventa nutrimento indispensabile per il clown: esso si nutre di debolezze. L'arte dello stupore è la sua essenza.

Gli studenti imparano a giocare e a lasciare suonare, in loro, una musica silenziosa. Nasce un personaggio che si copre di colori, si veste, si traveste, prende forma adulta, diventa clown, il tempo di un numero. Poi andrà bruciato per lasciare l'attore tornare di nuovo alla sorgente della sua ricerca: l'anima danzante."

La parte essenziale del nostro lavoro consisterà quindi a " liberare la gabbia", a toglierci di dosso i vecchi costumi. Fase delicata come una nascita.

Segue una parte propedeutica:

Lo studio del clown dalle sua origine ad oggi.
Il clown da circo con i suoi due protagonisti principali: Augusto e Mr Loyal.

Certi numeri sono scritti come veri spartiti.
Lo studio si fa matematico, puntiglioso. Come abbandonare il proprio corpo per seguire l'inflessione del Mr Loyal, o gli scherzi assurdi del clown.

Analizzeremo le entrate clownesche:
- Annuncio del numero
- la sua realizzazione
- il suo fallimento e l'uscita del clown

Monsieur Loyal e l'Augusto (esercitazioni a due)
- scherzo del clown bianco
- riuscita
- scherzo dell'Augusto
- fallimento
- punizione dell'Augusto

I clown teatrali:

Potremo poi allontanarci dagli sketches stereotipati della tradizione circense per avviarci verso una ricerca più profonda: la conoscenza della fragilità umana e la sua progressiva messa in scena alla scoperta dell'antieroe moderno che si nasconde dietro ogni "bide", vale a dire ogni fallimento del numero presentato.

Attraverso le improvvisazioni si metteranno in evidenza le ingenuità, le debolezze, le fissazioni, i deliri delle diverse personalità che andranno successivamente definite e messe in risonanza con il pubblico:

- la ricerca del proprio clown, il costume
- rapporto tra clown e pubblico
- le entrate solitarie, il parlato
- il rapporto con gli oggetti
- costruzione di frasi umoristiche
- il rapporto di potere "capo-sottocapo"

Si concluderà questa fase di studio con un'analisi più serrata dei meccanismi universali della comicità.

Il clown da circo:
- esagerazione dei caratteri.
- Gioco sulla pista circolare
- Gags botte schiaffi e trasformazioni tra il ridere e il piangere
- La tragedia Felliniana dellla pista
- Immagini oniriche legate al grande circo
- Messa in scena del circo come simbolo della vità stessa.

La pedagogia del clown porta alla definizione di un uomo nuovo, libero della propria corazza, e vestito d'azurro.


"Un giorno nacque un uomo. Nato da una pietra, ne aveva l'aridità, nascosta nel pensiero. Nato dal un albero ne aveva le radici, la paura di muoversi; Nato da un cervo ne possedeva il nervosismo ma anche la sua bellezza quando si alzava dritto in piedi per guardare l'immensità della vita.
Nato della luna ne aveva la mutevolezza ma anche la luce nei occhi che sognavano sempre mondi migliori. Cosi questo essere nato di tutti… si sentiva nessuno e si mise a piangere sotto una palma. Allora le sue lacrime designarono un fiume dove tutti gli animali si abbeveravano, dove la luna si mirava. Capi di essere un punto d'incontro tra i diversi esseri. Si mise quindi una piuma in testa un po' di terra ferruginosa rosa, sulla guance e disse: " visto che non sono nessuno sarò un clown!" e fu il primo passo verso la conoscenza." Emmanuel

Ha scritto: "clown celeste"- francese ( les deux oceans) - trad. in italiano
"quando I rom avevano le ali" italiano, spagnolo ( edizione les deux oceans a Parigi in francese - e presentato a novembre 2009 a Lima - Peru- in traduzione spagnola)
"petits conts drolement spirituels" - francese
"pelegrinage d'un clown" - francese